Insetti e piante infestanti

Ultima modifica 19 aprile 2023

Precauzioni, prevenzione e controllo

Vespe e calabroni

Nel Comune di Vergiate, grazie ai Volontari del Parco del Ticino - distaccamento di Vergiate, è disponibile il servizio di disinfestazione da vespe e calabroni,Vespe prenotabile attraverso il numero dedicato 331 8783316.

Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00 solo ed esclusivamente per richieste riguardanti Vergiate e frazioni.

Nel distaccamento sono presenti volontari facenti parte di squadre anti-imenotteri (calabroni e vespe). Questi operatori, appositamente addestrati e preparati, intervengono all'interno del territorio di competenza per bonificare aree e locali infestati da questi insetti con attrezzature e prodotti specifici.

Queste bonifiche in genere terminano nel mese di settembre, ma presso il distaccamento è sempre operativa una squadra che garantisce sul territorio comunale l'intervento con attrezzature e prodotti adatti per svolgere la disinfestazione.

Resta inteso che gli interventi verranno effettuati solo previa verifica da parte degli operatori volontari; nel caso in cui gli stessi rilevino una eccessiva pericolosità suggeriranno di rivolgersi a professionisti del settore.

Per necessità operative, dal 2022, gli interventi concordati di disinfestazione da vespe e calabroni, verranno svolti, salvo casi eccezionali, esclusivamente nelle mattine di martedì e di venerdì.

Il servizio viene sospeso nella stagione fredda. Per emergenze contattare il Comune di Vergiate Ufficio Tecnico: Tel. 0331 928724.


Zanzare e insetti infestanti

Si informa la cittadinanza che il comune di Vergiate intraprende una campagna di lotta alle zanzare.

Zanzare

La lotta è mirata a contenere lo sviluppo delle larve di zanzara, limitando quindi la comparsa di adulti, mediante l’effettuazione di sette cicli di interventi estivi con frequenza ogni 2 settimane circa.

oggetto del trattamento sono quindi caditoie, griglie stradali, tombini, fontanelle, scolmatori delle acque meteoriche e ristagni di acqua presenti su tutto il territorio comunale.

gli interventi larvicidi sono la migliore soluzione preventiva per diminuire la presenza di zanzare: con i trattamenti è possibile nel giro di un mese eliminare la presenza di 300.000 zanzare adulte, compresa la zanzara tigre.

il comune ha scelto di effettuare trattamenti senza ricorrere a insetticidi chimici ad ampio spettro, preferendo l’utilizzo di prodotti (presidi medico-chirurgici) regolarmente registrati, contenenti particolari principi attivi che inibiscono la trasformazione delle larve in forma adulta. i prodotti sono innocui per la popolazione, gli animali domestici, gli altri insetti utili e la fauna acquatica.

si informa inoltre che il comune di Vergiate programma interventi mirati anche per il trattamento alla lotta adulticida che vengono effettuati principalmente nelle aree a parco, anche in relazione alle condizioni climatiche contingenti.


Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)

Che cos'è?

Processionaria

È un insetto lepidottero che causa disseccamenti e defogliazioni anche di forte entità a carico dei pini.

Gli adulti sono presenti tra la fine di giugno e l'inizio di settembre, con un picco di sfarfallamento nel mese di luglio, a seconda delle condizioni climatiche. Dopo l'accoppiamento, le femmine depongono le uova sulla chioma degli alberi, formando caratteristici manicotti attorno a una coppia di aghi.

Che piante predilige?

In Lombardia attacca soprattutto il Pino silvestre e il Pino nero. La larva dell'insetto è rinvenuta anche su numerose altre specie tra le quali il Pino mugo, il Pino strobo, il Pino domestico, il Pino d'Aleppo, il Cedro dell'Himalaya, il Cedro dell'Atlante e, occasionalmente, anche il Larice.
Non attacca piante latifoglie.

Che danni provoca?

Le larve di processionaria si nutrono degli aghi, scheletrizzandoli. Le piante colpite sono così maggiormente soggette ad ulteriori attacchi di parassiti. Le larvePeli urticanti Processionaria neonate si possono trovare, di solito, a partire da fine agosto.
Nel corso dell'autunno le larve formano nidi sericei, simili a dei grossi bozzoli, in genere all'estremità dei rami più soleggiati dentro i quali si riparano nei mesi invernali. Dall'inizio di marzo alla fine di aprile, a seconda delle condizioni climatiche, le larve abbandonano le piante e si dirigono in processione verso un luogo adatto in cui interrarsi e trasformarsi prima in crisalide e poi in adulto.

Quali sono i pericoli per l'uomo?

Il contatto con i peli urticanti delle larve o la dispersione dei peli nell'ambiente può causare reazioni epidermiche e reazioni allergiche tra i quali asma e congiuntivite. Le più frequenti sono dermatiti (orticaria papulosa) e orticarie caratterizzate da chiazze vescicolo-bollose: sintomi che comunque spariscono nel giro di pochi giorni.
Bisogna ricordare che anche gli animali possono essere colpiti da gravi reazioni che si manifestano, per ingestione o inalazione dei peli, alla lingua o alle mucose.

Bisogna combatterla?

La lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria su tutto il territorio Nazionale, nelle aree in cui la presenza dell'insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo e possa costituire un rischio per la salute delle persone o degli animali.
La lotta alla processionaria è regolamentata dal D.M. 17 aprile 1998 e s.m.i.
Per informazioni aggiornate consultare il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia nella sezione dedicata alla Processionaria del Pino.

Chi deve intervenire?Nido Processionaria

In aree urbane e boscate di proprietà privata gli interventi sono di competenza dei proprietari/gestori dei beni. Nelle aree urbane e boscate di proprietà comunale l’intervento è in competenza al Comune.

Cosa fare per combatterla?

La specie è controllata in natura da alcuni antagonisti tra i quali diversi predatori (uccelli, coleotteri, ditteri, imenotteri, ecc.), parassitoidi e altri agenti biotici, batteri e virus.
In boschi, parchi e giardini, le larve possono provocare danni significativi ed arrecare notevole disturbo alle persone, circostanze queste che determinano la necessità di ricorrere a idonei interventi di controllo.
L’inverno è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi formati dalle larve. Quando possibile, si deve procedere alla raccolta e distruzione dei nidi invernali, da compiersi tra ottobre e febbraio/marzo. In alternativa si può procedere alla lacerazione invernale dei nidi che, esponendo le larve al freddo invernale, consente di evitare l'asportazione. Questa operazione deve essere effettuata con personale adeguatamente istruito, in sicurezza, munito di cestello elevatore per il taglio dei rami con il nido e protetto dal possibile contatto con i peli urticanti (tuta monouso, guanti, STATO ADULTOmaschera, filtro, stivali, ecc.).Processionaria farfalla

A marzo-aprile sono ben visibili le "processioni" sui tronchi e sul terreno. La massima pericolosità dell'insetto coincide con il periodo immediatamente precedente all'apertura del nido. In questa fase occorre accuratamente evitare ogni contatto con le larve, altamente urticanti; pertanto, se da un lato è di fondamentale importanza, ove tecnicamente possibile, tagliare e bruciare i nidi larvali, dall’altro occorre operare con la massima cautela adottando adeguate misure protettive. Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto, ma non abbatte completamente l’infestazione.
A fine inverno (marzo/aprile) possono essere installate le trappole meccaniche (collari) per la cattura delle larve. Le trappole vanno installate prima della discesa delle larve e vanno fatte aderire alla corteccia delle piante in modo da potere intercettare le larve durante la loro discesa in processione dai nidi di svernamento. Si sconsiglia l’apposizione di nastri adesivi al tronco che possono danneggiare anche specie utili di insetti e animali.


Ifantria (bruco americano)

Distribuzione geografica

L’ifantria è diffusa nel Nord Italia in tutta la Pianura Padana, dal Piemonte al Friuli, e con qualche focolaio anche nell’Italia centrale. In Lombardia l’insetto è stato segnalato all’inizio degli anni ’80, nel mantovano, daifantria larva dove si è poi diffuso nelle provincie limitrofe, per invadere poi tutte le altre provincie della regione. Periodicamente si registra in molte zone del nostro territorio e dei comuni contermini l’infestazione delle piante da parte di Hyphantria cunea o Ifantria americana (bruco americano), un lepidottero defogliatore polifago di provenienza nord-americana, che nello stadio larvale assomiglia molto alla Processionaria del pino.

Differenze tra ifantria e processionaria

Anche se nella fase larvale Ifantria assomiglia alla Processionaria del Pino, esistono diverse differenze sostanziali:

  • H. cunea è innocua per l’uomo e per gli animali
  • H. cunea è estremamente polifaga e attacca numerose specie di latifoglie, ma non è presente sui pini e conifere in genere
  • H. cunea non costruisce i tipici nidi bianchi cotonosi della processionaria ma ragnatele di fili sericei intorno ai germogli dove le larve di prima età si nutrono e trovano riparo
  • le larve di H. cunea sono presenti nel mese di agosto mentre le larve di processionaria in primavera (quando scendono dai nidi per interrarsi e proseguire il ciclo biologico)
  • H. cunea non rappresenta un rischio sanitario per l’uomo e gli animali comeifantria adulto Processionaria e gli interventi di lotta devono essere attuati solo per limitare l’infestazione e quindi il danno sulle piante.

In ambito urbano i disagi maggiori in caso di forti infestazioni sono rappresentati dalle larve che, soprattutto quelle della generazione estiva, raggiunta la maturità a fine agosto-inizio settembre, abbandonano laifantria adulto vegetazione per raggiungere i ricoveri dove incrisalidare e svernare. Quando una massiccia infestazione avviene in prossimità di zone abitate, è facile scorgere miriadi di bruchi dirigersi verso gli edifici e risalire i muri alla ricerca di un nascondiglio, che trovano sotto le tegole, le grondaie o gli infissi o addirittura all’interno delle abitazioni, penetrando attraverso le finestre lasciate aperte.

Il bruco americano non è pericoloso né per l'uomo né per gli animali e anche se toccato direttamente non produce irritazione della pelle e la sua proliferazione causa unicamente defogliazioni molto evidenti.
La lotta può essere eseguita meccanicamente mediante rimozione dei rami infestati e relativa distruzione o chimicamente mediante apposizione di trappole di cattura massale.

Meccanismi di lotta

La lotta può essere effettuata mediante:

  • monitoraggi sulle specie particolarmente suscettibili all’insetto (gelso e acero negundo)
  • asportazione e distruzione dei nidi del lepidottero man mano questi si sviluppano sulla chioma. Con attacchi lievi, limitati a poche piante è consigliabile tagliare i rami contenenti le larve e distruggerli tempestivamente per abbassare il potenziale infestante.  In questo modo si eliminano le giovani larve che vivono in forma gregaria all’interno dei nidi stessi; è bene intervenire quando questi sono ancora composti da 3-5 foglie
  • trattamenti biologici. H.cunea è efficacemente controllata da un preparato microbiologico: Bacillus thuringiensis ssp.kurstaki, innocuo per l’uomo e per gli animali. Il trattamento deve essere effettuato quando le larve sono ancora piccole, nelle ore serali ed in assenza di previsione di piogge. Si può effettuare una seconda distribuzione del prodotto, attenendosi comunque alle indicazioni riportate in etichetta.Relativamente all’attrezzatura meccanica da utilizzare per la distribuzione del formulato, si ricorda di verificare che tutta la chioma sia irrorata in maniera uniforme, in particolare sulle parti periferiche dove le larve si localizzano più frequentemente. In genere si consiglia di intervenire contro le larve di seconda generazione (indicativamente a fine luglio – inizio agosto) e di limitarsi all’asportazione meccanica dei nidi nei confronti di quelle di prima generazione.


L’efficacia del trattamento – anche a difesa delle alberate stradali – è garantita dalla tempestività dell’intervento sulle larve giovani (meno di 1,5 cm di lunghezza) e dalla corretta esecuzione. È conveniente eseguire il trattamento in prima mattina o tardo pomeriggio/sera, quando minore è l’evaporazione, più lenta l’attività di degradazione del bioinsetticida per opera dei raggi ultravioletti e minore la temperatura.

Per meglio far aderire il prodotto alla vegetazione si consiglia di aggiungere alla miscela un bagnante, mentre l’aggiunta di uno stimolante alimentare accresce l’appetibilità del preparato nei confronti dei bruchi. I formulati a base Bacillus sono stati capaci di controllare efficacemente anche le larve più cresciute, purché in attività trofica, impiegando le dosi massime riportate in etichetta.
In situazioni di emergenza, quando si è di fronte ad attacchi particolarmente intensi che non sono stati controllati per tempo, si può utilizzare Piretro naturale che è meno dannoso sull’ambiente rispetto agli insetticidi di sintesi. Si consiglia di evitare interventi con insetticidi di sintesi a lunga persistenza, dannosi per l’uomo l’ambiente e l’entomofauna utile o gli interventi endoterapici, dannosi per le piante.


Popillia Japonica

Takahashia japonica

Takahashia japonica, una nuova cocciniglia giapponese

Da qualche tempo è presente stabilmente, nei nostri territori, un “nuovo” parassita vegetale di origine asiatica: la Takahashia japonica.Takahashia japonica
L’insetto è stato rinvenuto nei Comuni di Cerro Maggiore, Legnano, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Castellanza, Busto Arsizio, Saronno e Monza e si configura come il primo rinvenimento su territorio europeo.
Il territorio è in espansione, alcuni esemplari sono stati rinvenuti su Liquidambar styracyflua nel Comune di Mornago.

Questo insetto afferisce alla categoria delle cocciniglie ed è facilmente riconoscibile dagli ovisacchi particolarmente vistosi e con forma circolare che vanno a ornare i rami degli alberi colpiti, assomigliando vagamente ad una “ghirlanda” di colore bianco.
All’interno degli ovisacchi ci sono centinaia/migliaia di uova di dimensioni minuscole che, una volta sviluppate, daranno origine a neanidi, che andranno a colonizzare la pianta ospite.

Il ciclo biologico consiste nella produzione degli ovisacchi dalle femmine nei mesi di aprile-maggio,dopo poche settimane avviene la schiusa delle uova e la fuoriuscita delle neanidi che migrano dai rami alla pagina inferiore delle foglie in prossimità delle nervature.

Qui rimangono per tutto il periodo estivo per poi migrare nuovamente, dalle foglie ai rami, prima della caduta delle foglie e del riposo vegetativo delle piante ospiti.
Svernano sui rami e si preparano a produrre gli ovisacchi nella primavera successiva.
Questo patogeno è in grado di colonizzare numerose specie di alberi tra cui Acer spp., Albizzia julibrissin, Celtis australis, Carpinus betulus, Morus nigra e alba e Liquidambar styraciflua (che finora non presentavaTakahashia japonica 2 insetti patogeni in Europa!).

Come intervenire

Il controllo della Takahashia japonica può essere effettuato mediante distruzione fisica delle porzioni di alberi interessate
mediante specifiche potature fitosanitarie; tale metodo può essere utile in casi di infestazioni circoscritte e, nella maggior parte dei casi, non consente l’eradicazione completa.

Per quanto concerne il controllo chimico, al momento non esistono princìpi attivi specifici e testati ufficialmente (anche in ragione delle infestazioni contenute); in letteratura si documenta l’efficacia di prodotti a base di acetamiprid ed è verosimile l’efficacia di prodotti comunemente utilizzati per il controllo delle cocciniglie. Un ulteriore aspetto da considerare consiste nei predatori naturali; attualmente si è notata la predazione da parte di alcune coccinelle e si stanno studiando preparati biologici quali funghi parassiti.


Ambrosia

L'ambrosia è una pianta originaria del Nord America che appartiene alla famiglia delle Asteracee o Composite, di cui costituisce Ambrosiauno dei pochi membri anemofili (impollinazione tramite vento).foto_ambrosia
La più comune è l'Ambrosia artemisifolia, mentre molto meno abbondante è l'Ambrosia trifida.
L'Ambrosia é diffusamente presente in Europa centrale (Ungheria, Cecoslovacchia, Austria, Slovenia), in Francia (area di Lione), in Nord Italia (provincie di Varese, Milano, Pavia soprattutto). L’Ambrosia è una pianta annuale molto invadente, che raggiunge anche 1,5-2 m di altezza.

È una infestante che cresce sulle massicciate ferroviarie, sui bordi stradali e autostradali, nei terreni incolti, specie nei cantieri edili o dove vi sia stato movimento di terra, ai bordi dei campi seminati; talora infesta le colture.
Necessita, per il suo sviluppo, di clima caldo e suolo secco e sufficienti precipitazioni durante l'estate.
Cresce generalmente ad altezze non superiori a 400 m. s.l.m.; ogni pianta produce ogni anno  milioni di granuli pollinici, piccoli e volatili, e fino a 60.000 semi che possono conservare la loro capacità germinativa fino a 30 anni dalla loro caduta al suolo.
La produzione massima di polline avviene tra la seconda metà del mese di agosto e la prima metà del mese di settembre.
La pollinosi da Ambrosia è divenuta rapidamente, nella zona del basso Varesotto e Alto Milanese, una delle patologie allergiche più comuni ed impegnative dal punto di vista terapeutico.

Minaccia per la salute

Il polline dell'ambrosia è causa di forti allergie con sintomi che assomigliano al raffreddore del fieno: prurito al naso, lacrimazione e infiammazione degli occhi; può provocare asma (a 25% degli allergici) come anche orticaria. Il polline può penetrare profondamente nei polmoni e provocare un'infiammazione della mucosa bronchiale. La caratteristica dell'allergia ad Ambrosia è l'inizio più tardivo rispetto ad altre pollinosi, talora anche in pazienti con più di sessanta anni.
Le persone che soffrono di allergie possono consultare i calendari pollinici che ATS-Insubria pubblica regolarmente nel proprio sito: www.ats-insubria.it/pollini

Metodi di lotta

    • Controllare regolarmente l'apparizione di Ambrosia tra fine luglio e fine settembre nei giardini.
    • Estirpare (con i guanti) inclusa la radice, durante la fioritura utilizzare una maschera antipolvere.
    • Attenzione, le piante recise alla base del gambo formano dei nuovi rami con infiorescenze.

Come riconoscerla

Nella forma giovane le foglie sono fini di colore verde intenso su entrambi i lati con una nervatura biancastra; opposte alla base, alternate man mano che si sale lungo il gambo.

ambrosia giovane

Fiori femminili: sono ben visibili due stili per ogni fiore.

ambrosia fiore femmina

Fiori maschili: a forma di grappolo sono posti in cima a gambi e ramoscelli.

ambrosia fiore maschio

Nella forma adulta il gambo dell’ambrosia, per lo più rossastro, è peloso, robusto e molto ramificato.

ambrosia adulta

Cosa fa il comune di Vergiate

Oltre a svolgere costante manutenzione delle aree particolarmente soggette a forte crescita (es. cigli stradali), l'amministrazione ha emesso ordinanza n°3/2008  attraverso la quale ha reso obbligatoria la realizzazione di almeno 3 sfalci annuali.
Ogni anno l'amministrazione svolge azioni informative alla cittadinanza (es. volantini, manifesti, aggiornamenti internet, ecc.) oltre che informative specifiche mirate a particolari categorie (es. lettera  a tutti gli agricoltori di Vergiate).

Chi deve intervenire

Sulle aree di proprietà comunale il Comune interviene attivamente per ridurre lo sviluppo dell’Ambrosia. Su terreni privati l’intervento è in capo alla proprietà.

Cosa può fare il cittadino

  • Per segnalazioni riguardanti il non rispetto dell'ordinanza: Comando Polizia Locale tel. 0331/93391
  • Per altre informazioni: Servizio Ambiente tel. 0331/928736 - tel. 0331/928706

Per saperne di più


Lista nera specie aliene invasive

Consulta il sito www.naturachevale.it.


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